sabato 17 giugno 2017

DOMENICA 2 LUGLIO 2017 - NELLA PICCOLA VALLE DELL'EDEN


Partiremo a piedi dal Passo della Peschiera (tra Marradi e San Benedetto in Alpe) per inoltrarci nella Valle di Fosso Cà del Vento, il cui nome già evoca paesaggi e storie meravigliose.

Percorreremo crinali battuti da secoli da viandanti noti e meno noti, per poi addentrarci in boschi che si aprono in una piccola valle una volta abitata ma ora riconquistata da una natura rigogliosa: tra faggi e castagni secolari ,per i quali non basteranno braccia per cingerli e occhi per vederne il punto più alto, saluteremo ruderi che riposano immersi nella memoria di tempi lontani e ricorderemo la dura vita dei montanari che li abitarono.

Ritrovo puntuale: ore 8.00 
c/o Bar Mughini, Popolano di Marradi (FI)
Località Popolano, 11, 50034 Marradi - FI

Dati tecnici del percorso
Partenza percorso: Passo della Peschiera (raggiungeremo il Passo in auto in circa 20 minuti partendo dal punto di ritrovo)
Difficoltà: E (Escursionistico) 
Durata: 6 ore + soste
Distanza: 10 km circa
Dislivello complessivo: 400 mt circa


PRENOTAZIONI E/O INFORMAZIONI:
Tel. 3347796053
E-mail: gluke71@gmail.com
Prenotazione obbligatoria SOLO TELEFONICAMENTE o TRAMITE E-MAIL, entro le ore 18 di sabato 1 luglio 2017.

VENERDì 23 GIUGNO 2017 - IL TRAMONTO DEI 3 SANTI



Escursione serale in cui saranno protagonisti 3 Santi di tutto rispetto: San Giovanni, San Cristoforo e... Sangiovese (si...è un Santo di tutto rispetto anche lui, sicuramente nello Spirito!!!).
In uno dei giorni più importanti dell'estate, quello di San Giovanni ci recheremo in visita nella Valle di San Cristoforo, ai piedi del noto Colle dell'Olmatello! In questa zona sono presenti le famose fonti curative di San Cristoforo utilizzate sin dal 1400 (o forse prima...) grazie alle preziosi acque curative che da qui sgorgano. Un territorio sospeso a mezzania tra Faenza e Brisighella, frequentato e abbandonato a più riprese, negli anni '80 del secolo scorso è stato dismesso per poi essere recuperato da volontari negli ultimi mesi. Da qui ci muoveremo in un territorio "indeciso" tra natura selvaggia e coltivi su pendii a volte improponibili, fino a risalire e godere dello spettacolare tramonto su uno scenario calanchi unico!
Sulla via del ritorno il Podere La Berta, Cantina vitivinicola ben nota nel faentino e non solo, ci accoglierà nella sua aia per gustare prodotti romagnoli caserecci e ristoranti!

Ritrovo puntuale: ore 18.30 
c/o Parcheggio di Villa Rotonda (Castel Raniero)
Via Castel Raniero, 4 - 48018 Faenza (RA)


Dati tecnici del percorso
Partenza percorso: ore 19 da punto che raggiungeremo in auto
Difficoltà: facile/media - E (Escursionistico) 
Durata: 3,5 ore (soste escluse)
Distanza: 5,5 km circa

Informazioni e prenotazioni: 
Tel. 339-6884735
E-mail: antonellafalco6@gmail.com
oppure
Podere La Berta: 0546/84998
Prenotazione obbligatoria SOLO TELEFONICAMENTE o TRAMITE E-MAIL, entro le ore 12 del 23 GIUGNO 2017



giovedì 27 aprile 2017

BRISIGHELLA - TRA CAVE & SCAVI


Un'escursione lungo una delle "classiche passeggiate brisighellesi" rivista in chiave archeologica e di scoperta. Un itinerario apparentemente semplice che nasconde, osservandone le tracce, indicazioni di una storia millenaria che rivela il profondo legame tra l'uomo e il gesso.

mercoledì 16 marzo 2016

Una serata con "Camminando l'Appennino"


Venerdì 18 marzo dalle ore 20.45 al Circolo Silvio Pellico (Via Venturini , 2 - IMOLA) a Imola c/o Complesso della Chiesa del'Osservanza - terremo una serata dedicata al Circolo Ricreativo - Casa del "Popolo di Lozzole" - Una storia lunga quasi 70 anni e che ancora rivive nel cuore del nostro Appennino Tosco-Romagnolo! Serata condotta da appassionati di storia locale ed escursionismo!! Accorrete numerosi, oltre che interessante è pure divertente!!!!

venerdì 20 novembre 2015

Musica e Irlanda a San Benedetto in Alpe

Cascata a San Benedetto in Alpe (FC) - Foto di Antonella Falco
Ogni anno, e da ben 15 anni, a San Benedetto in Alpe (Fc) si svolge a fine ottobre un folk festival che anima questo piccolo borgo a cavallo tra Romagna forlivese e Toscana fiorentina.
Per tre giorni l'anno ogni angolo di San Benedetto in Alpe è un angolo in musica!
Strumenti di svariate tipologie, musicisti da tutta Italia e dall'estero, abiti colorati....si ritrovano al San Benedetto in Alpe FolkFest per dare vita a un evento davvero unico nel suo genere.
In pieno autunno, in questo paesino addossato su una curva stradale nota per lo più al popolo dei bikers e degli appassionati di trekking, sembra si apra una via di diretta comunicazione con l'Irlanda della sfrenata musica fatata e sull'Europa amante delle danze popolari legate a doppio filo con le tradizioni le cui radici si perdono nella notte dei tempi! Un'occasione unica, quindi, per gli amanti dei suoni dell'Isola di Smeraldo, della condivisione, dei colori, della natura e della convivialità.

Del Festival avevo sentito parlare durante una "camminata cittadina" in quel di Firenze. Una cara amica musicista fiorentina, infatti, vi aveva partecipato per la prima volta nel 2012 insieme al suo compagno, giovane e intraprendente violinista irlandese arrivato in Italia attratto dall'ecletticità artistica e dalla fama che il nostro Paese vanta in tutto il mondo per le sue bellezze culturali e non solo.

Foto di Antonella Falco. SBFF 2013 - Open Session
Incuriosita dall'entusiasmo con cui mi era stato descritto l'evento ed essendo amante della musica folk (e pure di tutto quanto riguardi l'Irlanda) e innamorata della località da cui s'imbocca il cammino per il noto sentiero dell'Acquacheta, ho deciso di prendere parte a questa tre giorni tanto particolare.

Così, assieme al mio compagno, cominciamo l'iter per partecipare informandoci da internet.

Scopriamo che il San Benedetto in Alpe FolkFest è un evento a porte chiuse, al quale si puo' prender parte solo iscrivendosi secondo le indicazioni fornite dagli organizzatori e seguendo una linea ben precisa, cioè essere già un "praticante" di danze, canti o di qualche tipo di strumento: il violino...o meglio il Fiddle!, la chitarra "dadgad", il Tin Whistle e il Bodhran tipici flauto e tamburo irlandesi, il flauto traverso e l'organetto, la meravigliosa arpa, la "Uilleann Pipes" cioè un tipo di cornamusa della tradizione irish e la voce, strumento che a volte non sappiamo neanche di possedere!
Foto di A. Falco SBFF 2013 - Open Session da "Maria"
Il San Benedetto in Alpe FolkFest rischiava di non essere alla nostra portata con quelle premesse! Infatti, non avevamo mai suonato davvero uno strumento musicale oltre al piffero alle scuole medie o la chitarra così...strimpellata di tanto in tanto. Per quanto riguardava la danza poi....si, quella libera e scatenata delle serate rock di certo, ma danze popolari irlandesi o europee?! Eravamo proprio sicuri di sapere a cosa stavamo andando incontro?

Alla fine la curiosità ha prevalso sui dubbi e abbiamo scelto di iscriverci e partecipare agli stage di canto. Come ho accennato prima la voce è pure essa uno strumento, il primo che l'uomo possieda, il primo con cui l'uomo si è espresso "in musica", il primo ma spesso l'ultimo che si realizza di possedere "di serie". Così la nostra partecipazione a questo festival era come un "principio", un inizio simbolico di un viaggio inaspettato e tutto da scoprire. 
E le danze?! Beh, vuoi proprio che durante i due "Ceili" o meglio...le feste a ballo previste durante la manifestazione non avremmo rischiato di pestare qualche piede per imparare a ballare in vero stile irlandese o...giù di lì?! Anche questo pensiero ci divertiva e così oltre ad iscriverci, abbiamo anche prenotato una permanenza con pensione completa all'Hotel Acquacheta, storica struttura ricettiva nel bel mezzo di San Benedetto in Alpe, capitanata dalla Signora Maria che a fianco ha il marito, ottimo cuoco!
Foto di Antonella Falco. SBFF 2013 - Open Session

Scopriamo, prenotando il soggiorno, che tutte le strutture ricettive di San Benedetto in Alpe in queste giornate sono letteralmente prese d'assalto dai partecipanti al Festival! Non resta nemmeno un posto libero e questo fatto mi ha lasciato addosso una sensazione positiva, di senso di collaborazione e "arricchimento" reciproco tra le parti, che lo è non solo in senso economico...lo staff del Festival e il paese con tutto quello che puo' offrire ai visitatori folk! Di anno in anno a San Benedetto si crea così una continuità, una comunità, una famiglia che si ritrova nelle migliori occasioni!

L'organizzazione del Festival è completamente autonoma grazie all'autofinanziamento da parte dei partecipanti che proprio grazie alla scelta delle "porte chiuse" e alla quota di partecipazione che ognuno paga per esserci, riesce a sostenere i costi degli spazi, dei musicisti-insegnanti che arrivano quasi tutti dall'estero e che ormai rappresentano un punto di riferimento per coloro che sono "veterani" della manifestazione. Un'iniziativa ammirevole, un'organizzazione che a volte appare "casereccia" ma pure molto genuina e spontanea e regala a quanti partecipano una parentesi di gioiosa evasione dalla quotidianità.

Foto di Antonella Falco. SBFF 2013 - Singing Class
Le lezioni di canto si sono rivelate una vera e propria scoperta. Certo, ci sentivamo un po' fuori luogo, neofiti di una materia sino a quel momento ascoltata, ma mai pronunciata.
In lingua inglese, la docente, oltre a farci ascoltare registrazioni di canzoni della tradizione irlandese e a spiegarcene le peculiarità, ci ha fatto pure provare ad interpretarle. Tutto nell'avvolgente e calda atmosfera di una  casa di campagna con tutta l'atmosfera rustica che solo quelle case "di una volta" sanno dare e tisane calde per la gola, l'anima e il cuore.
Ascoltare e provare ad intonare qualche nota di sonorità irlandesi o addirittura gaeliche con di fronte un vetro appannato al di là del quale c'era solo la pace dell'autunno casentinese, rotta di tratto in tratto solo dal frusciare delle foglie in caduta e dallo scrosciare di ruscelli impertinenti tra i sassi che incontravano sul loro percorso...fece passare ogni iniziale sentore di possibile disagio.
Scopriamo così che la canzone irlandese, rigorosamente "a cappella", è alla portata di tutti e che ognuno dei "cantanti" o apprendisti tali puo' proporre la propria versione personale del pezzo. Si ride, si sorride, si canta....ci si libera nella gioia, nella malinconia, nello scherzo che possono ispirare le più svariate melodie.

Foto di A. Falco SBFF 2013 - Dance Stage
Alla tranquillità delle lezioni di canto si contrapponevano sicuramente le scatenate sessioni di ballo tradizionale irlandese. Arrivi e magari pensi "eccheccivuole!", poi ti accorgi che il ballo tradizionale irlandese è davvero complicato da imparare e ci vuole grande attenzione, abilità e destrezza..ti guardi intorno e ti rendi contro che il 3 e il 4 sono i numeri che ricorrono spesso nelle figure che si compongono danzando al ritmo di passi dettati dal magistrale e simpaticissimo Tim Flaherty!

Vorrei scrivere e raccontare ancora a lungo dell'esperienza vissuta a San Benedetto in Alpe, ma nessun racconto puo' eguagliare l'esperienza diretta che si puo' fare del Festival più particolare che io abbia mai visitato. La cornice dell'Appennino tosco-romagnolo, ancora una volta, regala un tocco di magia...l'autunno, le foglie che cadono allegramente nei loro colori vivaci...
E l'Appennino tutto da scoprire nel sentiero che porta alla Cascata dell'Acquacheta è una delle ulteriori attrazioni perscoprire quante meraviglie abbiamo proprio vicino a casa nostra!

Per maggiori info sul Festival, visitate il sito qui.

venerdì 30 ottobre 2015

Autunno è...

Passeggiata - Foto di E. Tortori
... castagne raccolte dagli ispidi ricci.
... foglie umide appiccicate alle scarpe.
... foglie che danzano accompagnate dal vento.
... finestre appannate da dentro, in case ancora incredule del freddo incalzante.
... tepore di zuppe che scaldan la cena.
... castagne arrosto che fan rima con vino rosso.
... pioggia e il fresco si avvolgono assieme.
... sole basso che arriva e svanisce.
... la nebbiolina a mezz'aria sui campi al mattino.
... quel verde dei prati che verde non è, ma stupisce lo sguardo.
... colori accesi e vivaci, un tripudio, un saluto, un'allegra fanfara.
... le maglie pesanti, le sciarpe...no, è presto! Ti vesti a cipolla e poi starnutisci!
... stormi di uccelli per la grande "partenza".
... bulbi autunnali, gialli e lillà che crescono piano.
... il giallo impertinente dei topinambur, girasoli autunnali che annunciano il gelo.
... il bosco silenzioso è pieno di vita.
... la spinta soffice e decisa dei funghi curiosi.
... il "toc" delle ghiande e le noci che battono a terra.
... le zucche ormai pronte nei campi a migliaia, poi in vendita sui carretti carichi ai margini delle strade.
... zucche mostruose accese nella notte dei  Santi.
... un riccio che corre prima che arrivi il dolce dormire.
... tisane, teh, latte, cioccolata in tazze fumanti.

Cachi - Foto di A. Falco
... la legna arde, il camino divampa, il comignolo fuma.
... la caccia riapre e gli spari lontani, vicino una campanella: è un bracco che corre.
... nespole, giuggiole, melagrane, cachi poi kiwi...i frutti più strani!
... il gatto più spesso in casa!
... il naso sporco di terra dei cani che vanno a tartufo.
... trattori rombanti che arano i campi.
... il profumo aspro e insistente del mosto nei tini.
... i cesti, le cesoie, gli stivali e via! si fa la vendemmia!
... le olive a migliaia tra foglie d'argento.
... ghiro e scoiattolo in cerca di noci.
... la catasta di legna che inizia a calare.
... gli ombrelli che si aprono di colpo.
... le sagre d'autunno, il fumo dei caldarrostai.
... le mele e le pere, la frutta succosa e profumata d'autunno.
... il picchio che insiste nei tronchi ormai stanchi.
... i tappeti di foglie nei parchi in città.

Nespole - Foto di A. Falco
... le foglie sdraiate su panchine assolate.
... bramiti improvvisi nei boschi più grandi.
... file di fiori nei cimiteri.
... margini persi in mattine di nebbia.
... notti sommesse e la civetta che chiama.
... sussurra lontano una volpe un po' sola.
... le Fuchsie divampano in danze vivaci.
... il tarassaco riprende quel che aveva lasciato in primavera.
... cavoli verdi, cavoli viola, cavoli bianchi...eccheccavoli!
... l'orario che cambia.
... giornate mangiate da sere incombenti.
... bacche rosse, bacche blu, bacche nere.
... il passo pesante che affonda nel fango.
... il gatto che gioca coi mulinelli di foglie.
... rumori sommessi, attutiti nel vento.
... racconti di streghe, vampiri e fantasmi.
... bambini scappati nelle pozzanghere.
... le scarpe di tela che non tengono più.
... gli armadi stravolti dal freddo in arrivo.
... ragnatele appese tra gocce sospese.
... fari a colorare le strade bagnate.
... lampioni appannati da calore addensato.
... sapori accesi come si accende una candela.


sabato 4 gennaio 2014

Le favole di Sommorio

"Le favole di Sommorio"
Silvia Caroli


Piccola recensione di un piccolo-grande libro!

Cecilia e Carlino, due personaggi a cui ci si affeziona subito!
Si tratta della dolce coppia di folletti, protagonista delle tre favole scritte da Silvia Caroli e contenute nel libro "Le favole di Sommorio", pubblicato dalla casa editrice Tempo al libro di Faenza a giugno 2013.

Ho letto "Le favole di Sommorio" in un'oretta, tutte d'un fiato, in un sorso...come quando si beve un bel bicchierone di latte fresco e buono che ingolosisce alla sola vista per la sua bontà!

Durante tutta la lettura, sono rimasta profondamente assorta e catturata dai personaggi descritti: i folletti Cecilia e Carlino, il leprotto Pentolino, il capriolo Ermanno, le agnelline gemelline Bianchina e Nerina, la mucca Carolina e tutti gli altri che uno dopo l'altro arrivavano a comporre la grande "famiglia" di animali di Sommorio.

Un mix di ricordi quelli raccontati in questo libretto, tra favola e realtà ma tutti legati da un filo conduttore: l'infanzia dell'autrice, Silvia Caroli, che con tanta dolcezza e allegria rivive i momenti trascorsi coi nonni paterni (Cecilia e Carlino) a Sommorio, località tra i monti a metà strada tra Casola Valsenio (Ra) e Palazzuolo Sul Senio (Fi).

Non potevo certo perdermi questa operetta che mi ha stretto il cuore e fatto tornare bambina, ambientando ogni piccolo avvenimento descritto negli splendidi boschi della nostra Terra di Mezzo, tra Romagna e Toscana.
Storie "piccoline", ma dal contenuto immenso, storie viste con gli occhi del cuore...e si sa, è proprio nelle piccole cose che sta il valore più grande.

Favole godibilissime per grandi e piccini, che avvicinano alla Natura, regalano sorrisi, pongono un occhio attento alla vita degli animali che vivono il bosco, agli alberi e alle piante autoctoni o impiantati e al rapporto tra questi e l'uomo, non una presenza negativa, ma integrata e che s'inserisce in maniera  equilibrata nei confronti dell'ambiente che lo circonda.
Tutto questo, proprio come accadeva "una volta"...ed è proprio questo "c'era una volta..." che vi invito a ritrovare tra queste righe delle "Favole di Sommorio".

Per maggiori informazioni, potete cliccare QUI .
"C'era una volta..." Sommorio (dal blog "Come eravamo, fotostoria di Casola Valsenio) QUI.